Material Connexion Visits al London Design Festival 2016

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Appuntamento speciale del #mcxvisits per raccontarvi che cosa abbiamo visto aggirandoci in questi giorni per il London Design Festival.

Come tutte le manifestazioni di questo tipo, le cose da vedere sono infinite e il tempo poco, ma abbiamo cercato di fare una selezione degli eventi e delle esposizioni più interessanti, con un occhio di riguardo al mondo dei materiali.

100% DESIGN

La più grande fiera di design della Gran Bretagna che si svolge nella struttura acciaio e vetro dell’Olympia London. Espositori locali e internazionali presentano i propri prodotti organizzati in cinque sezioni principali: Interiors, Workplace, Kitchens & Bathroom, Emerging Brands, Design & Builds. Proprio in quest’ultima sezione abbiamo partecipato alla fiera con il format del Materials Village, con sei delle aziende innovative partner di Material ConneXion Italia.

materialsvillage_londra2016

 

Grazie alle conferenze curate dal Design Museum che si svolgono nei forum all’interno della fiera e le migliaia di visitatori presenti, è certamente il luogo del London Design Festival dove il design incontra il business.

 

SOMERSET HOUSE

Anche quest’anno non potevamo non fare un salto alla Somerset House, che si è ormai affermata non solo come uno degli spazi espositivi più attivi e interessanti di Londra, ma come una vera e propria tappa obbligata durante il fuorisalone londinese.

L’anno espositivo corrente alla Somerset, con il nome di UTOPIA 2016, è stato dedicato al cinquecentesimo anniversario del famoso scritto di Thomas More e le installazioni durante il London Design Festival non sono state certo da meno.

Utopia2016

Sotto il nome di London Design Biennale più di trenta paesi hanno partecipato, presentando progetti con lo scopo di esplorare il concetto di Utopia nel design.

Il progetto dell’Olanda non poteva che attirare la nostra attenzione in quanto un vero e proprio inno alla monomatericità. Interpretando il tema dell’archivio come utopico lo Studio Makkink & Bey ha presentato il progetto Design Diorama: The Archive as a Utopic Environment, una rappresentazione autobiografica della propria casa tramite la creazione di un ambiente interamente realizzato in poliuretano espanso blu.

Design Diorama

 

Consigliamo anche di dare un’occhiata ai progetti di Yasuhiro Suzuki che con un lavoro personalissimo e particolare, nello spazio dedicato al Giappone, è stato capace di trasmettere un nuovo modo di guardare al design e al mondo.

 

V&A MUSEUM

Se prima abbiamo definito la Somerset una tappa obbligata lo stesso va certamente detto per il Victoria & Albert Museum. Una visita al V&A andrebbe comunque fatta ogni volta che si ha l’occasione di andare a Londra, a maggior ragione se questo diventa teatro di numerose installazioni organizzate in occasione della settimana del design. L’esperienza di perdersi nei labirintici piani di questo museo, imbattendosi man mano in progetti di design contemporaneo capaci ora di amalgamarsi con lo stile classico degli oggetti e degli ambienti, ora di staccarsene completamente, è veramente unica nel suo genere.

L’installazione FOIL del designer Benjamin Hubert in collaborazione con la Braun, è stata realizzata nella galleria degli arazzi assemblando 50.000 specchi triangolari su un nastro di 20 metri di lunghezza in continuo movimento sinuoso grazie al potente motore prodotto dall’azienda tedesca.

installazione FOIL

 

La luce dei LED, riflettendosi sui piccolissimi pannelli di specchi crea un’atmosfera suggestiva di pattern in movimento sulle pareti e sul soffitto della galleria. Secondo Hubert l’idea era quella di far apprezzare alle persone il lavoro di ingegneria che esiste dietro i singoli elementi di un prodotto, creando un’esperienza immersiva ma dall’altro profilo ingegneristico.

Altrettanto dinamica per quanto immobile appariva l’installazione Liquid Marble dell’artista francese Mathieu Lehanneur, un unico pezzo di marmo nero scolpito in modo da ingannare la nostra mente. L’opera non si muove, ma l’effetto della luce sulla superficie fa sembrare il marmo in movimento, come un mare leggermente increspato dalle onde.

marmo nero

Il complesso movimento dell’acqua, catturato da un software 3d sviluppato per l’industria cinematografica, è stato impresso meccanicamente in un unico blocco di marmo rifinito a mano per creare una superficie riflettente.