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GREEN LIFE
Progettazione sostenibile ed eco-compatibile: sviluppi e strumenti innovativi 
 
 
 
Oggi la tecnologia deve saper rispondere ai requisiti identificati dalla cosiddetta qualità sostenibile, frutto di soluzioni progettuali che prevedono scelte costruttive consapevoli, l’uso di materiali nuovi e diversi, di prodotti non nocivi. La consapevolezza sociale del problema ambientale e la necessità imprescindibile di preservare l’ecosistema, portano a soluzioni costruttive, tecniche e materiali diverse da quelle tradizionali e all’adozione di modelli di produzione e di consumo di minore impatto sulle risorse esauribili del pianeta.
Sempre di più il mondo del progetto sarà chiamato ad identificare soluzioni all’altezza del problema e capaci di operare sia nel campo del tradizionale prodotto industriale, sia in quello del suo imballaggio. Ma nell’ultimo periodo con la forte ripresa dell’attività edilizia nei paesi in via di sviluppo sempre maggiore è stata l’attenzione al tema richiesta all’architettura e al mondo del progetto degli spazi sia privati, sia pubblici.
Quindi “costruire sostenibile” per ridurre drasticamente le emissioni inquinanti e i consumi di risorse non rinnovabili determinati dalla produzione, dall’esercizio e dalla dismissione finale delle costruzioni.
Ma costruire sostenibile non può significare rinunciare ai livelli di qualità e fruizione estetica che l’utente dello spazio (sia  esso abitativo o a fini di servizio) ritiene compatibile con i propri standard di comfort e di cultura d’uso.
La qualità sostenibile in architettura ed edilizia oggi non riguarda quindi solo il risparmio energetico ma anche il benessere, lo sviluppo e l’innalzamento del livello dei valori estetici, funzionali, prestazionali, e la risposta ai bisogni delle generazioni attuali senza compromettere l’esistenza di quelle future.
Il mondo del progetto unitamente a quello della ricerca più avanzata sulle soluzioni “materiali” è chiamato a superare quella che ancora nella cultura dei più è una contraddizione esistente tra sostenibile e bello. La ricerca sui materiali innovativi può oggi dare una prima risposta alla definizione di quella che possiamo chiamare un’estetica della sostenibilità.
Nella piccola raccolta che viene proposta in questa mostra il team di Material ConneXion Milano ha voluto con alcuni esempi indicare la direzione di questa ricerca.
Le caratteristiche infatti  che rendono ecocompatibile un materiale o un processo sono molteplici. Prodotti e tecnologie sostenibili sono tali in quanto costituiti da materie riciclate o costituiti da materiali derivati da fonti annualmente o facilmente rinnovabili, sostitutivi dei derivati del petrolio prodotti secondo criteri di risparmio energetico, risparmio di materiali, significativo contenimento o azzeramento delle emissioni, riutilizzabilità, riciclabilità, biodegradabilità, compostabilità, adozione di materie prime e componenti provenienti da fonti certificate, individuazione di fornitori locali, adozione di fonti energetiche alternative e mezzi di trasporto a basso impatto ambientale, ecc.
Un valido esempio in edilizia  è rappresentato dagli isolanti termici ed acustici di ultima generazione, altamente efficienti, costituiti da fibre e carta riciclate, e dai pannelli rigidi in materiali di recupero, realizzati con rifiuti post-consumo e post-industriali, legno ed alluminio riciclati: sono materiali realizzati con scarti e rifiuti convertiti in risorse o con materie prime naturali provenienti da risorse facilmente rinnovabili, sostitutive di prodotti derivati dal petrolio, finora tra le risorse esauribili del pianeta maggiormente sfruttate dall’uomo.
I materiali strutturali sono alleggeriti, grazie all’adozione di tecnologie produttive innovative, che consentono l’ottenimento di pannelli, lastre, mattoni e semilavorati dal peso ridotto, che si traduce in minore pesantezza delle costruzioni e in notevoli risparmi energetici ed economici per quanto riguarda la logistica, relativamente al trasporto e alla movimentazione dei materiali.
A prestazioni funzionali come quelle indicate si unisce inoltre la possibilità di suggerire nuovi linguaggi estetici, come avviene per i prodotti realizzati con materiali di riciclo, che in molti casi ne possono determinare l’aspetto, rivelando non solo la natura, ma anche l’origine delle materie adottate: vi sono isolanti costituiti da fibre di colore azzurro, essendo le stesse provenienti dalla produzione della tela jeans, di cui sono gli scarti, o lastre in plastica di colorazione bianco e argento, il primo conferito dal colore dei residui dello stampaggio di vasetti per lo yoghurt, ed il secondo derivante dall’utilizzo di tappi di bottiglia in alluminio riciclati. La possibilità di immediata lettura dell’origine delle materie prime consente l’istantanea identificazione del prodotto come sostenibile, comunicandone il valore aggiunto.
Il riciclo di rifiuti e scarti di varia natura consente di ottenere materiali che si distinguono attraverso estetiche particolari, quali texture disomogenee, colorazioni caratteristiche, che in alcuni casi possono subire variazioni a seconda delle stagioni e delle zone geografiche di provenienza, o marmorizzazioni inedite, dove non vi è mai la precisa ripetizione di un motivo ed ogni superficie presenta un disegno unico.
In altri casi l’aspetto non è in alcun modo rivelatore della composizione del materiale: vi sono ad esempio lastre polimeriche rigide realizzate con granulo costituto principalmente da plastica riciclata, che esibiscono una purezza ed una trasparenza impeccabili, tali da renderle ottimamente indicate per l’incorporazione di svariate tipologie di elementi funzionali ed inclusioni decorative.

 

Micol Costi
Director of Library & Materials Research


 

 

 

 

 
 

 

 

 

GREEN LIFE
Progettazione sostenibile ed eco-compatibile: sviluppi e strumenti innovativi 
 
 
 
Oggi la tecnologia deve saper rispondere ai requisiti identificati dalla cosiddetta qualità sostenibile, frutto di soluzioni progettuali che prevedono scelte costruttive consapevoli, l’uso di materiali nuovi e diversi, di prodotti non nocivi. La consapevolezza sociale del problema ambientale e la necessità imprescindibile di preservare l’ecosistema, portano a soluzioni costruttive, tecniche e materiali diverse da quelle tradizionali e all’adozione di modelli di produzione e di consumo di minore impatto sulle risorse esauribili del pianeta.
Sempre di più il mondo del progetto sarà chiamato ad identificare soluzioni all’altezza del problema e capaci di operare sia nel campo del tradizionale prodotto industriale, sia in quello del suo imballaggio. Ma nell’ultimo periodo con la forte ripresa dell’attività edilizia nei paesi in via di sviluppo sempre maggiore è stata l’attenzione al tema richiesta all’architettura e al mondo del progetto degli spazi sia privati, sia pubblici.
Quindi “costruire sostenibile” per ridurre drasticamente le emissioni inquinanti e i consumi di risorse non rinnovabili determinati dalla produzione, dall’esercizio e dalla dismissione finale delle costruzioni.
Ma costruire sostenibile non può significare rinunciare ai livelli di qualità e fruizione estetica che l’utente dello spazio (sia  esso abitativo o a fini di servizio) ritiene compatibile con i propri standard di comfort e di cultura d’uso.
La qualità sostenibile in architettura ed edilizia oggi non riguarda quindi solo il risparmio energetico ma anche il benessere, lo sviluppo e l’innalzamento del livello dei valori estetici, funzionali, prestazionali, e la risposta ai bisogni delle generazioni attuali senza compromettere l’esistenza di quelle future.
Il mondo del progetto unitamente a quello della ricerca più avanzata sulle soluzioni “materiali” è chiamato a superare quella che ancora nella cultura dei più è una contraddizione esistente tra sostenibile e bello. La ricerca sui materiali innovativi può oggi dare una prima risposta alla definizione di quella che possiamo chiamare un’estetica della sostenibilità.
Nella piccola raccolta che viene proposta in questa mostra il team di Material ConneXion Milano ha voluto con alcuni esempi indicare la direzione di questa ricerca.
Le caratteristiche infatti  che rendono ecocompatibile un materiale o un processo sono molteplici. Prodotti e tecnologie sostenibili sono tali in quanto costituiti da materie riciclate o costituiti da materiali derivati da fonti annualmente o facilmente rinnovabili, sostitutivi dei derivati del petrolio prodotti secondo criteri di risparmio energetico, risparmio di materiali, significativo contenimento o azzeramento delle emissioni, riutilizzabilità, riciclabilità, biodegradabilità, compostabilità, adozione di materie prime e componenti provenienti da fonti certificate, individuazione di fornitori locali, adozione di fonti energetiche alternative e mezzi di trasporto a basso impatto ambientale, ecc.
Un valido esempio in edilizia  è rappresentato dagli isolanti termici ed acustici di ultima generazione, altamente efficienti, costituiti da fibre e carta riciclate, e dai pannelli rigidi in materiali di recupero, realizzati con rifiuti post-consumo e post-industriali, legno ed alluminio riciclati: sono materiali realizzati con scarti e rifiuti convertiti in risorse o con materie prime naturali provenienti da risorse facilmente rinnovabili, sostitutive di prodotti derivati dal petrolio, finora tra le risorse esauribili del pianeta maggiormente sfruttate dall’uomo.
I materiali strutturali sono alleggeriti, grazie all’adozione di tecnologie produttive innovative, che consentono l’ottenimento di pannelli, lastre, mattoni e semilavorati dal peso ridotto, che si traduce in minore pesantezza delle costruzioni e in notevoli risparmi energetici ed economici per quanto riguarda la logistica, relativamente al trasporto e alla movimentazione dei materiali.
A prestazioni funzionali come quelle indicate si unisce inoltre la possibilità di suggerire nuovi linguaggi estetici, come avviene per i prodotti realizzati con materiali di riciclo, che in molti casi ne possono determinare l’aspetto, rivelando non solo la natura, ma anche l’origine delle materie adottate: vi sono isolanti costituiti da fibre di colore azzurro, essendo le stesse provenienti dalla produzione della tela jeans, di cui sono gli scarti, o lastre in plastica di colorazione bianco e argento, il primo conferito dal colore dei residui dello stampaggio di vasetti per lo yoghurt, ed il secondo derivante dall’utilizzo di tappi di bottiglia in alluminio riciclati. La possibilità di immediata lettura dell’origine delle materie prime consente l’istantanea identificazione del prodotto come sostenibile, comunicandone il valore aggiunto.
Il riciclo di rifiuti e scarti di varia natura consente di ottenere materiali che si distinguono attraverso estetiche particolari, quali texture disomogenee, colorazioni caratteristiche, che in alcuni casi possono subire variazioni a seconda delle stagioni e delle zone geografiche di provenienza, o marmorizzazioni inedite, dove non vi è mai la precisa ripetizione di un motivo ed ogni superficie presenta un disegno unico.
In altri casi l’aspetto non è in alcun modo rivelatore della composizione del materiale: vi sono ad esempio lastre polimeriche rigide realizzate con granulo costituto principalmente da plastica riciclata, che esibiscono una purezza ed una trasparenza impeccabili, tali da renderle ottimamente indicate per l’incorporazione di svariate tipologie di elementi funzionali ed inclusioni decorative.

 

Micol Costi
Director of Library & Materials Research


 

 

 

 

 
 

 

 

 

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