Anouk Wipprecht e l’industria 4.0

Posted in , , , , , , , ,

 

La ricerca di Anouk Wipprecht, designer e fashion artist olandese che lavora nel punto di incontro tra moda e robotica, è un caso emblematico di New Craft. Il suo lavoro si inserisce all’interno del concetto di industria 4.0 : il nuovo saper fare artigiano che unisce innovazione tecnologica, cura estrema del processo creativo e tensione al miglioramento continuo.

Industria 4.0 è il termine che  più frequentemente di altri (smart manufacturing, industria del futuro, industria digitale, manifattura avanzata, industria intelligente, etc…) viene utilizzato per indicare una serie di rapide trasformazioni tecnologiche nella progettazione, produzione e distribuzione di sistemi e prodotti. In particolare, descrive l’organizzazione di processi produttivi basati sulla tecnologia e su dispositivi che comunicano tra di loro: un insieme di tecnologie abilitanti che vengono ad aggregarsi grazie ad internet in modo sistemico in nuovi paradigmi produttivi.

 

anouk wipprecht robotic dr

 

La connessione tra oggetti attraverso internet è resa possibile dalla disponibilità di sensori e attuatori (congegni in grado di collegare la componente digitale con quella meccanica degli oggetti) sempre più piccoli, dalla presenza di connessioni a Internet a basso costo.

La natura di questa rivoluzione tecnologica implica che il confine tra manifattura e servizi divenga sempre meno netto, con un crescente coinvolgimento delle imprese manifatturiere in attività di servizio attraverso una separazione meno netta tra componente fisica e parte digitale della manifattura: i sistemi produttivi evolvono verso i modelli cyber-fisici, i modelli di business evolvono verso modelli industriali di servizio.

La ricerca di Anouk spinge le wearable technologies ‒ le tecnologie indossabili ‒ al limite, usando i sensori non come semplici rilevatori di uno status ma come mezzi per costruire una relazione attiva tra corpo e indumento. Nascono così le sue creazioni come il Synapse Dress, con un abito/installazione che presenta una serie di led che si attivano grazie alle onde cerebrali di chi lo indossa, o lo Spider Dress, che reagisce, al pari di un ragno, attaccando chi si avvicina troppo ed è formato da 40 componenti tecnologiche stampate in 3D e assemblate in circa 60 ore di lavoro. Spider Dress ha fatto parte della recente mostra Hello, Robot! al Vitra Museum di Weil am Rhein.

 

anouk wipprecht robotic dress

 

Celebrata in patria con la personale Robotic Couture allestita al Tetem di Enschede dal 18 maggio fino al 3 novembre, Wipprecht progetta indumenti micro-comandati servendosi di interaction design, machine learning e robotica e li realizza con le più avanzate tecniche di stampa 3D.

Le creazioni di Wipprecht, attualmente 37, sono abiti, “case studies di come la tecnologia può attivare una relazione fisica e psicologica con ciò che indossiamo”, sintetizza la designer.