Apsara, il primo drone in cartone per il trasporto di medicinali

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(video courtesy by WIRED)

E’ realizzato in cartone, largo due metri e mezzo e trasporterà sangue, medicinali e vaccini in aree del mondo difficili da raggiungere. Di cosa si tratta? Di Apsara (Aerial Platform Supporting Autonomous Resupply/Actions), il primo drone usa e getta mai sviluppato che non deve tornare indietro dopo aver terminato il proprio compito.

L’intuizione arriva dall’azienda di San Francisco, Otherlab – finanziata dalla “Defense advanced research projects agency” (DARPA) americana – che ha sviluppato il primo prototipo di drone largo meno di un metro e fatto di cartone, un materiale economico, leggero e in grado di decomporsi nel giro di pochi mesi.

L’obiettivo è quello di sviluppare velivoli ‘irrecuperabili’ e anche sistemi elettronici che si autodistruggono” ha affermato Star Simpson, uno degli ingegneri che sta seguendo il progetto. Il motivo risiede nel fatto che la maggior parte dei droni attualmente in produzione sono costosi, ipertecnologici e, quando vengono utilizzati in condizioni difficili (come ad esempio in alta montagna o in zone a rischio), la possibilità che non tornino indietro dopo aver terminato il proprio compito è molto alta.

 

drone apsara otherlab cartboard

 

E’ proprio a partire da questa problematica, dunque, che Otherlab ha pensato di mettere a punto un drone in grado di “auto-distruggersi”. «Questi mezzi sono eccezionali quando si cerca di raggiungere zone in cui non si arriverebbe in nessun altro modo. Possono essere utilizzati quando non si ha bisogno di farli tornare indietro, o se non si vuole farlo perché sarebbe troppo impegnativo in termini di tempo e soldi» ha affermato Simpson. Dunque, quando il compito di questi droni in cartone è finito e il carico giunto a destinazione, si possono tranquillamente distruggere.

Realizzato unicamente con cartone, nastro da imballaggio e una componente hardware, Apsara potrebbe diventare una soluzione reale per inviare aiuti nelle zone afflitte da guerre o colpite da calamità naturali, nelle aree in cui è impossibile portare direttamente aiuti alle popolazioni. Progettati per essere lanciati da un aereo in volo, questi droni possono percorrere fino a 150 Km e sono in grado di atterrare entro un raggio di soli 10 metri dal loro bersaglio. Grazie ad un sistema Gps, batterie e piccoli server, dunque, questi aerei di cartone riescono a centrare l’obiettivo.

Tuttavia, questi sono solo dei prototipi, la versione finale da mettere in commercio potrebbe raggiungere i due metri e mezzo ed essere prodotta con un materiale più biodegradabile, come ad esempio il micelio, un materiale a base di funghi che secondo Simpson dovrebbe decomporsi ancora più velocemente. Lo step successivo, inoltre, sarà far scomparire la componente elettronica del drone.