Babette Porcelijn e l’impatto climatico del design

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babette porcelijn

 

“Alcuni scienziati prevedono che nel 2030 l’intero sistema potrebbe collassare perché le problematiche ambientali sono così ampie che non ci sarà più modo di risolverle.” Da questa affermazione del Club di Roma (associazione non governativa, no-profit, di scienziati, economisti, uomini d’affari, alti dirigenti pubblici internazionali e capi di Stato) è partita la riflessione della designer olandese Babette Porcelijn, la quale afferma che ”i designer hanno il potere di risolvere i problemi del mondo”.

Secondo B. Porcelijn, i progettisti sono sempre più propensi ad offrire soluzioni per ovviare alcune problematiche ambientali, come ad esempio l’inquinamento, il cambiamento climatico e l’esaurimento delle risorse, ma crede anche che le soluzioni possano essere raggiunte solo quando i progettisti inizieranno a pensare in maniera più ampia senza concentrarsi sul singolo problema di volta in volta.

In un’intervista ha affermato “Bisogna pensare a tutte le cose combinate, se ci si concentra solo su un singolo problema, potresti semplicemente aggiustarlo, ma contemporaneamente potresti peggiorare le cose in un’altra area.”

 

babette porcelijn

 

Nel suo libro De Verborgen Impact (Hidden Impact), Babette Porcelijn rivela infatti in quale misura le azioni umane influenzano il pianeta, presentando – inoltre – durante una serie di talk durante Good Design for a Bad World di Dezeen alla Dutch Design Week – le sue scoperte.

Con sua grande sorpresa la designer sostiene che il più grande impatto – della nostra vita quotidiana – sull’ambiente non sia causato dall’uso delle automobili o dal riscaldamento delle nostre case, sebbene anche questi siano ovviamente fattori importanti, ma bensì dalla produzione di nuovi prodotti.

A favore di tale pensiero, alcuni designer o aziende durante la progettazione di nuovi prodotti, hanno già iniziato a porre una maggiore attenzione nella scelta dei materiali, nel considerare l’intero ciclo di vita del prodotto ed il suo impatto ambientale.

 

biobrush babette porcelijn

 

Ad esempio l’azienda tedesca Biobrush si è qualificata per la finale del concorso promosso dall’European Bioplastic Conference con uno spazzolino da denti realizzato con scarti della lavorazione del legno mentre le setole sono in poliammide parzialmente biobased in quanto prodotte con acidi ottenuti da olio di ricino.

Un altro caso è a Londra dove esiste un’azienda dal nome Gumdrop ldt che realizza oggetti partendo da dei chewing-gum usati che vengono riciclati.

 

gumdrop babette porcelijn