Biennale di Venezia: un padiglione ispirato alle tecniche architettoniche del passato.

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In un periodo storico di rapida crescita della popolazione, di grande afflusso di migranti nelle nostre città e di continue sfide al cambiamento climatico, l’ETH di Zurigo sta focalizzando la sua ricerca sullo sviluppo di città sostenibili.

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Non sorprende, quindi, questo approccio rappresentato in modo ben visibile alla Biennale di Venezia, una delle esposizioni di architettura maggiormente riconosciuta a livello mondiale che, quest’anno, affronta un tema importante: come l’architettura e l’edilizia possano migliorare la vita delle persone.

Sono lieto che i nostri ricercatori avranno l’opportunità di presentare alcuni dei nostri progetti di punta a Venezia” afferma Lino Guzzella, Presidente dell’ETH di Zurigo. “ETH Zurigo può vantare una lunga tradizione nell’insegnamento e nella ricerca e oggi sta assumendo un ruolo guida nel campo della fabbricazione digitale. La digitalizzazione, senza dubbio, cambierà radicalmente il futuro dell’architettura.” Insieme al consigliere federale Alain Berset, Guzzella sarà presente all’inaugurazione ufficiale del Padiglione svizzero, progettato da Christian Kerez, professore di architettura e Design al Politecnico di Zurigo.

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Presentato presso la 15a Mostra internazionale di architettura, ‘Beyond Bending’ è un’installazione ideata dal Professor Philippe Block e Tom Van Mele. I vari elementi – quattro prototipi di sistemi a pavimento con soffitto a volta, una serie di diagrammi forza grafica e una volta in pietra espansiva – dimostrano come l’architettura può imparare dalle tecniche costruttive del passato.

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Attraverso l’uso di un disegno strutturale e di nuovi approcci e metodi di fabbricazione digitale, l’acciaio in eccesso è stato eliminato, consentendo a materiali più umili — come terra e pietra — di avere la precedenza.

Il pezzo forte della Mostra, ‘L’Armadillo Vault‘, emerge dagli stessi principi strutturali delle cattedrali in pietra del passato, ma è migliorato grazie all’implementazione delle tecnologie moderne. Composto da 399 pietre tagliate a mano, non rinforzate e senza malta, il ‘Vault’ si estende per 16 metri con uno spessore minimo di appena 5 centimetri. Dopo la sua iniziale realizzazione e montaggio da parte del gruppo Escobedo in Texas, la volta è stata smontata e spedita a Venezia, dove lo stesso team l’ha rimontata in loco in poco più di due settimane.

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