BIG trasforma vecchi container in alloggi studenteschi galleggianti

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Urban rigger floating BIG Bjarke Ingels Group

image courtesy of Bjarke Ingels Group

 

E’ il “Bjarke Ingels Group” – meglio conosciuto come BIG – lo studio internazionale di architettura che ha realizzato nel porto di Copenaghen un vero e proprio “villaggio galleggiante” destinato ai giovani studenti.

Il progetto, denominato Urban Rigger, ha come obiettivo quello di offrire abitazioni a costi accessibili trasformando vecchi container, una volta impiegati per le spedizioni, in piattaforme galleggianti destinate a diventare residenze studentesche.

Dopo la recente inaugurazione della prima unità, non lontano dal centro di Copenaghen, il progetto va avanti con l’obiettivo di realizzare altri nove container impilati e disposti su una base galleggiante, per creare 15 residenze in due livelli.

La caratteristica unica di questi container riadattati a unità abitative, è che non poggiano sulla terraferma, ma sull’acqua e per viverci bastano tra i 500 e i 600 euro al mese. Questi dormitori modulari a basso costo, inoltre, dispongono di tutto il necessario: camera da letto, bagno e cucina. Ci sono anche spazi comuni, come un cortile, un attracco per kayak, una zona barbecue e una terrazza sul tetto. Ogni modulo è formato da tre container disposti a triangolo dove si accede grazie ad un ponticello collegato al molo. Il cortile comune, disposto al centro di questo triangolo, non è solo un luogo destinato allo svago dei giovani studenti, infatti, ha anche la funzione di proteggere le abitazioni dalla minaccia di aumento dei livelli del mare. A questo proposito, il partner di BIG, Kai-Uwe Bergmann ha affermato: “In termini di aumento del livello del mare… questo è l’unico tipo di costruzione che non sarà mai inondata“. I container, infatti, sono collegati da ambienti vetrosi a serra, mentre le finestre e le porte vengono forate alle estremità e nei fianchi da blocchi di metallo ondulati e verniciati.

Urban rigger floating BIG Bjarke Ingels Group

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Al piano superiore, invece, delle passerelle collegano le terrazze realizzate sopra i tetti dei container, dove sono posizionati pannelli solari e “giardini artificiali”, offrendo una magnifica vista sulla baia di Copenaghen. Dunque, mentre le lamiere dei container sono termicamente isolate da un aerogel sviluppato dalla Nasa, fonti rinnovabili forniscono l’energia necessaria al loro funzionamento e climatizzano gli interni della piccola comunità grazie a pompe di calore e unità di raffrescamento installate in ogni container. Tutti sono dotati di pannelli radianti idronici a pavimento e un sistema di ventilazione a recupero di calore.

 

Urban rigger floating BIG Bjarke Ingels Group

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Ci sono poche strategie che permettono alle città di espandersi, ma il porto di Copenaghen rimane una zona inusuale e sottovalutata nel cuore della città” – afferma lo studio BIG – “Introducendo una tipologia di edilizia ottimizzata per le città portuali, possiamo introdurre soluzioni abitative per gli studenti al centro della città“. In una città che entro il 2025 vuole essere la prima capitale europea “carbon neutral” e che in quest’ottica sta elaborando i suoi piani urbani, la sostenibilità, sia economica che ambientale, è stata uno dei punti cardine su cui è stato sviluppato tutto il progetto Urban Trigger.