“ Broken Nature ” : la Triennale di Paola Antonelli

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Sarà affidata alla celebre curatrice del MoMA di New York, la XXII Esposizione internazionale della Triennale di Milano che inaugurerà il primo marzo 2019. E’ stato proprio il Sindaco del capoluogo milanese, Beppe Sala a dichiarare in conferenza stampa quest’importante novità, chiamando una figura di rilievo nel mondo del design internazionale: Paola Antonelli.

 

Sarà l’edizione della svolta”, per usare le parole del Sindaco; il tema che farà da fil rouge sarà infatti il rapporto uomo e natura, ormai troppo spesso rotto e incrinato. Un’occasione per avviare una riflessione sul ruolo del design nella ricerca di un nuovo equilibrio, tema che emerge anche dal titolo stesso della rassegna: “ Broken Nature. Design takes on human survival ”. Inoltre, a proposito di questa tematica, Paola Antonelli ha spiegato che “Attraverso una serie di opere su commissione e prestiti la mostra evidenzierà come gli approcci del design non siano finalizzati solo a correggere il corso distruttivo dell’umanità, ma anche a ricostruire il nostro scambio con il contesto naturale in cui siamo nati”.

 

 

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“EXIT” by Diller & Scofidio + Renfro

 

La sua Triennale, dunque, affronterà questo tema focalizzandosi sul design applicato alle grandi questioni che riguardano l’umanità, come il lavoro, le migrazioni e le dinamiche sociali. Non si parlerà quindi di natura in senso idilliaco o ecologico, ma si ricercheranno quei modi di progettare che mettono l’uomo nelle condizioni di confrontarsi, in primo luogo, con il disastro che il capitalismo ha provocato alla natura e all’umanità stessa.

 

formafantasma autarchy broken nature

“Autarchy” by Formafantasma

 

In questo senso, Paola Antonelli ha già citato qualche fonte d’ispirazione: dalle cartografie dinamiche delle migrazioni elaborate da Diller & Scofidio + Renfro con Virilio (EXIT, Fondation Cartier, 2015); Neri Oxman, con i suoi diagrammi, il silk pavillion e le sue maschere mortuarie; fino a progettazioni studiate per la sopravvivenza in condizioni estreme, dall’Antartide alla Pianura Padana; un’indagine su nuovi materiali, ma anche su quelli antichi, tornati in voga grazie alle esplorazioni di Formafantasma o Philippe Rahm; le sperimentazioni di Alexandra Daisy Ginsberg, impegnata a progettare una biodiversità sintetica per far fronte ad una possibile sesta estinzione, e molte altre.

 

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“Designing for the Sixth Extinction” by Alexandra Daisy Ginsberg

 

Infine, ha concluso Paola Antonelli al termine della presentazione: “E’ assolutamente necessario tornare a una visione a lungo termine: le questioni sul piatto non sono affrontabili col fiato corto imposto dal ritmo frenetico delle elezioni e degli eventi, dei social media e delle oscillazioni di borsa. Torna in auge la pianificazione”.

“ Broken Nature ”, dunque, si configura già come un concept ricco di spunti e suggestioni, in grado di creare condivisione su un tema che coinvolge tutti, aprendo le menti di chi visiterà questa XXII Esposizione internazionale della Triennale di Milano.