Dal MIT arrivano i primi capelli stampati in 3D

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I ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston hanno sviluppato un nuovo metodo di stampa 3D per realizzare strutture simili a capelli, aprendo diverse possibilità per “nuovi spazi di progettazione”.

Il team, che fa parte del gruppo Tangible Media Group dell’Istituto, è riuscito a stampare peli sottili, di circa 50 micron di diametro, ricreando nuove superfici tattili. Tutto questo, grazie ad un innovativo software chiamato “Cillia”, in grado di realizzare in pochi minuti migliaia di strutture simili ai capelli, la cui utilità esula dalla semplice creazione di parrucche ed extension, sebbene essa sia stata presa seriamente in esame. Il risultato ottenuto, dunque, è un’evoluzione di quello raggiunto lo scorso anno dai ricercatori della Carnegie Mellon University che, con l’ausilio della stampa 3D, avevano creato una serie di semplici fibre anch’esse assimilabili ai capelli umani.
I ricercatori del MIT, coordinati dal dottor Jifei Ou sono quindi riusciti ad aggirare i limiti intrinseci delle piattaforme tradizionali CAD (Computer-Aided Design) che avrebbero richiesto decine di ore per i calcoli, modellando migliaia di “ciglia” con la possibilità di definirne rapidamente angolo, densità, spessore e altezza, il tutto partendo da una variante base con risoluzione di cinquanta micron, più o meno il diametro di un capello umano. “Le stampanti 3D oggi hanno il potenziale per cambiare il modo in cui progettiamo i materiali, ma queste sono ancora in gran parte utilizzate per stampare oggetti statici”, ha dichiarato 

Jifei Ou, continuando “Noi cerchiamo di creare materiali programmabili e i capelli sono solo uno degli esempi che stiamo esplorando nel nostro laboratorio“.

 

mit capelli cilllia stampa 3d

 

Dunque, le strutture capellute sono state solo la base su cui lavorare per dimostrare tre differenti utilizzi:

_ l’adesione, con matrici assimilabili al velcro in grado di interagire fra loro con forze di varia intensità;

_ il rilevamento, attraverso sensori capaci di individuare la direzione del tocco sul manto peloso;

_ l’azionamento meccanico, ovvero la capacità di distribuire e spostare oggetti posti sopra la superficie.

 

mit capelli cilllia stampa 3d

 

Ciascuna funzione, poi, è stata presentata dalla squadra di lavoro, composta da ricercatori Gershon Dublon, Chin-Yi Chen, Liang Zhou, Felix Heibeck e Hiroshi Ishii così come Ou, alla “Association for Computing Machinery’s CHI Conference”, tenutasi a San Jose, in California. Per questa occasione, OU e i suoi colleghi hanno messo in mostra i diversi campi d’applicazione in cui il software “Cillia” può fare la differenza: pannelli capaci di spostare monete sulla superficie attraverso le vibrazioni indirizzate alle ciglia, un coniglietto peloso dotato di LED che si illumina di verde o di rosso in base alla direzione delle carezze, interfacce touch-control, nonché la creazione di nuove esperienze estetiche e tattili. “Stiamo solo cercando di sfruttare al meglio le potenzialità della stampa 3D e di creare nuovi materiali funzionali le cui proprietà sono facilmente regolabili e controllabili”, ha sottolineato Ou durante la CHI Conference.

Infine, al di là degli importanti risultati raggiunti dal MIT con “Cillia”, tra gli aspetti più apprezzati della ricerca vi è stata la capacità di riuscire a superare alcuni vincoli del classico processo di stampa 3D, dimostrando la volontà di poter fare ancora molti progressi.