Fashion For Good e la moda innovativa

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Fashion For Good è un museo interattivo, progettato dallo studio statunitense Local Projects, allo scopo di informare i visitatori riguardo l’innovazione nel settore della moda e dell’industria tessile.

Il museo, situato nel centro di Amsterdam, è stato inaugurato il 5 Ottobre con diverse installazioni dedicate alla moda responsabile.

Fashion For Good vuole cambiare le abitudini di acquisto delle persone, dimostrando come il singolo consumatore può avere un impatto positivo su alcune pratiche dannose per l’ambiente connesse all’industria della moda.

All’interno dell’Innovation Lounge, i visitatori entrano in contatto con circa 50 progetti innovativi sviluppati negli ultimi anni. Tra questi Colorfix, un progetto in cui un abito di Stella McCartney è stato tinto grazie a micro-organismi ingegnerizzati, e Mycotex, un materiale per abbigliamento e accessori creato dai funghi (l’obiettivo della designer Aniela Hoitink è stato quello di sviluppare tessuti consistenti esclusivamente di puro micelio).

 

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Altri progetti in mostra includono una pelle creata dalle mele (MC 8903-01), un glitter biodegradabile (MC 8647-01) o una tecnologia blockchain in grado di rendere l’industria della moda più trasparente.

Per comprendere l’impatto che questo tipo di ricerche possono portare alla moda contemporanea, basti dire che un normale poliestere può richiedere più di 200 anni per decomporsi, al contrario dei vari esempi di materiali totalmente biodegradabili di origine vegetale esposti all’interno del museo.

I visitatori vengono dotati all’ingresso di un braccialetto in PLA riciclato con integrata la tecnologia RFID, che oltre a permettere di interagire con il percorso espositivo, consente di acquistare prodotti all’interno dello shop del museo, la cui collezione si rinnova ogni tre mesi e include progetti esposti nell’Innovation Lounge.

 

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Anche i pannelli espositivi svolgono il loro ruolo responsabile nei confronti dell’impatto ambientale, essendo creati con legno proveniente da foreste amministrate in maniera etica o da elementi di fibre di carta compressa riciclata.

L’allestimento è stato progettato dallo studio Local Projects. “Quando abbiamo iniziato il progetto – affermano i designers di Local Projects – siamo rimasti scioccati nell’apprendere che l’industria dell’abbigliamento è tra i principali responsabili dei cambiamenti climatici, producendo circa 1.2 miliardi di tonnellate di gas serra ogni anno.”

 

Images courtesy of Fashion for Good