Fibra di vetro per il Serpentine Gallery Pavilion di Londra

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Lo studio di architettura BIG – Bjarke Ingels Group – fondato dal danese Bjarke Ingels, ha completato il progetto del Serpentine Gallery Pavilion di quest’anno: un “muro decompresso” realizzato con fibra di vetro.

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Il progetto presentato dal noto studio di architettura, è stato infatti immaginato come un solido muro decompresso in grado di creare uno spazio tridimensionale. E’ composto da una serie di frame di forma cubica in fibra di vetro impilati uno sopra l’altro, sul modello di un classico muro di mattoni. Il muro di blocchi in fibra di vetro, tuttavia, si divide andando a creare una curva aperta del padiglione, caratterizzata da bordi frastagliati.

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Abbiamo cercato di progettare una struttura che racchiude in sé molteplici aspetti che sono spesso percepiti come opposti: una struttura che è libera ma rigorosa, modulare ma scultorea, trasparente ma opaca” afferma Ingels.

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Questa decompressione della parete, trasforma la linea in una superficie, trasformando dunque la parete in uno spazio. Nella parte superiore, appare come una linea retta, mentre nella parte inferiore, forma una valle riparata all’ingresso del padiglione e un pendio di collina ondulata verso il parco“; così, spiega l’architetto danese, è stato concepito il progetto. La struttura, inoltre, sarà vuota al suo interno in modo da ospitare uno spazio eventi e caffetteria durante il giorno.

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Il Serpentine, ogni estate, commissiona ad un architetto diverso la progettazione e realizzazione del padiglione esterno della Serpentine Gallery nei giardini Kensington, offrendo a giovani architetti la possibilità di esibire i loro progetti in un contesto architettonico florido come quello dell’Inghilterra.
Per la prima volta, quattro “summerhouse” accompagneranno il padiglione principale; queste sono state progettate dall’architetto nigeriano Kunlé Adeyemi, dal tedesco Barkow Leibinger, dal parigino Yona Friedman e dall’architetto britannico Asif Khan.


Bjarke Ingels ha risposto al brief per un padiglione polivalente con una struttura estremamente elegante che sicuramente servirà come un faro per attrarre visitatori attraverso Hyde Park e Kensington Gardens per visitare il padiglione, le summerhouses e le grandi mostre di Alex Katz ed Etel Adnan” hanno affermato i galleristi Julia Peyton-Jones e Hans Ulrich Obrist.

Il Pavilion di BIG in un modo semplice combina tante differenze: è un muro che diventa una sala interna, una porta per la Serpentine Gallery che crea anche uno spazio per eventi. Da una prospettiva è tutto ortogonale e trasparente, ma da un’altra è curvilineo opaco e traslucido. L’architetto con questo progetto ha voluto omaggiare il suo eroe, il danese Jørn Utzon, l’architetto che ha progettato la Sydney Opera House.