Frida Escobedo anima il Serpentine Pavillion

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Frida Escobedo

Photo by Iwan Baan

Classe 1979, messicana, Frida Escobedo è il più giovane architetto chiamato a progettare il Serpentine Pavillion, il celebre padiglione estivo della Serpentine Gallery, situato nei giardini di Kensington, a Londra.

Il padiglione realizzato dalla Escobedo presenta pareti costituite da tegole in cemento, un soffitto a specchio ricurvo e una pozza d’acqua triangolare poco profonda. L’obiettivo è quello di ricordare i tradizionali cortili legati all’architettura residenziale messicana, reinterpretando la “celosia“, un muro di blocchi che lascia filtrare luce e brezza naturale.

Qui, la “celosia” viene ricreata utilizzando tegole in calcestruzzo prodotte nel Regno Unito: delle piastrelle ondulate impilate fino a creare un modello complesso, che fornisce dettagli decorativi ad ogni angolo. Il risultato sono una serie di riflessi distorti derivanti dalla rifrazione creata sia dalla pozza d’acqua che dal soffitto.

I materiali sono piuttosto semplici – ha spiegato la Escobedo in un’intervista a DezeenNoi siamo abituati a lavorare con materiali semplici e geometrie semplici, ma in modi complessi. Queste piastrelle di cemento sono tessute, come un arazzo, in uno schema molto specifico che diventa trasparente quando la luce colpisce il muro“. Il padiglione si compone, infatti, di due volumi rettangolari che si intersecano, presentandosi a prima vista come un impenetrabile recinto nero. Man mano che ci si avvicina, il fitto reticolo di tegole impilate su pali in acciaio si dipana, lasciando gradualmente intravedere il sottile gioco di luce, acqua e geometria all’interno della corte.

 

 

Frida Escobedo

Photo by Iwan Baan

Uno di questi rettangoli corre in parallelo alla Serpentine Gallery mentre l’altro al Meridiano di Greenwich, il primo meridiano con longitudine pari a zero utilizzato in tutto il mondo per misurare il tempo. Frida Escobedo, infatti, ha affermato che questo padiglione è stato pensato anche per essere una bussola che permette di localizzarsi, non solo geograficamente, ma anche socialmente. Una “architettura per tutti”, come l’hanno definita i registi della Serpentine Gallery, Hans Ulrich Obrist e Yana Peel, uno spazio di riflessione e incontro con influenze messicane e britanniche.

Negli ultimi anni il Serpentine Pavillion è diventato una vetrina molto ambita per gli astri nascenti dell’architettura: dopo il primo padiglione progettato nel 2000 dall’archistar iraniana Zaha Hadid, si sono susseguiti alcuni dei più grandi nomi dell’architettura internazionale come Sou Fujimoto (2013), Selgascano (2015) e Bjarke Ingels Group – BIG (2016), mentre quest’anno sarà proprio Frida Escobedo a stupire visitatori da tutto il mondo.

 

Frida Escobedo

Photo by Iwan Baan

Il padiglione sarà aperto al pubblico dal 15 giugno al 7 ottobre 2018 e ospiterà un ricco programma di eventi che comprende arte, architettura, musica, danza e cinema.