HempBioPlastic: il nuovo materiale sostenibile a base di Cannabis per la Stampa 3D

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L’invenzione arriva da Kanèsis, una start-up italiana alla ricerca di soluzioni per un mondo sostenibile, attraverso lo sviluppo di materiali naturali con il minimo impatto ambientale. Ma come? Utilizzando i rifiuti della canapa per creare nuovi bio-compositi adatti non solo per la stampa 3D, ma anche per una vasta gamma di applicazioni industriali e personali.

Da un’idea di Giovanni Milazzo e Antonio Caruso, due giovani studenti di ingegneria dei materiali e di economia, è nata Kanèsis, start-up siciliana che si sta facendo largo nel panorama internazionale. Dopo un periodo di studio e preparazione, Milazzo e Caruso hanno brevettato un materiale adatto alla stampa 3D composto per il 50% da canapulo, una parte della pianta di canapa considerata come materiale di scarto, e per il restante 50% da PLA, un polimero derivato da piante come il mais.

 

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Si chiama HempBioPlastic (HBP), un materiale che si è rivelato più prestante rispetto alle altre bio-plastiche già presenti in commercio, ed esteticamente più pregevole, con venature che ricordano il legno. Resistente, facilmente lavorabile e soprattutto economico. L’HBP, per cui è stata depositata una domanda di brevetto internazionale, rappresenta il nuovo valore dello scarto della filiera di canapa, finora impiegata come fertilizzante, combustibile o alimento zootecnico.
Più leggero del 20% e più resistente del 30% rispetto al PLA, l’HBP può essere utilizzato per tutte le applicazioni industriali che utilizzino come materia di base granuli termoplastici di derivazione sintetica, senza esigere modifiche sostanziali dei macchinari. Necessitando di temperature di lavorazione inferiori, la lavorazione dell’HBP consente un minor dispendio energetico riducendo ulteriormente l’impatto ambientale.
Questo è per Kanèsis lo stimolo per valorizzare delle risorse della terra e incentivare la ricerca sull’uso di materiali eco-sostenibili. Forte di questo ideale, Kanèsis ha realizzato il primo bio-composito interamente vegetale derivante dagli scarti di lavorazione della canapa industriale.

 

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I due siciliani hanno ora una squadra in crescita e una campagna di crowdfunding in atto con cui sperano di raccogliere proventi da utilizzare nella stampa 3D promettendo alcuni grandi risultati.

Crediamo fortemente in un futuro in cui materiali eco-compatibili siano in grado di sostituire quelli derivati da prodotti petrolchimici: ogni grande cambiamento arriva dal basso. Questo è il motivo per cui abbiamo deciso di lanciare una campagna di crowdfunding, il vero finanziamento democratico“ hanno spiegato i fondatori.