Legno digitale

Photocredit: Columbia University, Fabian Stute, Joni Mici, Lewis Chamberlain e Hod Lipson

 

I ricercatori della Columbia University, Fabian Stute, Joni Mici, Lewis Chamberlain e Hod Lipson, hanno stampato in 3D quello che viene definito il legno digitale. La loro ricerca si basa sul riuscire a stampare il legno con la tecnica voxel che permette di replicare sia la struttura del colore superficiale che la struttura interna del materiale.

All’interno del settore dell’addittive manufacturing una delle ultime frontiere della ricerca è la prototipazione 3d attraverso i voxel. Il voxel rappresenta il volume minore osservabile in uno spazio tridimensionale, il corrispettivo del pixel nello spazio bidimensionale. “L’oggetto stampato finale ricorda da vicino il blocco di legno originale sia nel suo aspetto esterno che nel suo schema cromatico interno, come confermato quando il blocco viene tagliato o rotto” afferma la Columbia University.

 

Legno digitale

Photocredit: Columbia University, Fabian Stute, Joni Mici, Lewis Chamberlain e Hod Lipson

 

Per ottenere questo risultato i ricercatori sono partiti da un blocco di legno d’ulivo, sono state realizzate 230 fotografie  – attraverso l’imaging tomografico distruttivo, utilizzando la tecnologia della tomografia industriale computerizzata* – di alcune fette sottili del blocco di legno, ridotte a soli 27 micron (0,027 millimetri), queste immagini sono state poi inviate ad una stampante 3D PolyJet di Stratasys J750 che è in grado di stampare vari colori e materiali utilizzando voxel.

 

Legno digitale           Legno digitale
Photocredit: Columbia University, Fabian Stute, Joni Mici, Lewis Chamberlain e Hod Lipsoz

 

* Questa tecnologia (CT), storicamente utilizzata in campo medico diagnostico, ha iniziato a trovare da qualche anno applicazioni industriali così da consentire l’analisi di strutture interne ed esterne dei componenti sotto differenti punti di analisi.

 

Legno digitale

Photocredit: Columbia University, Fabian Stute, Joni Mici, Lewis Chamberlain e Hod Lipson

 

I ricercatori affermano che questa tecnica potrebbe essere utilizzata per riprodurre molti altri materiali in futuro. La stampa voxel permetterebbe quindi ai progettisti di ottenere infiniti risultati e sperimentazioni però la difficoltà consiste nel preparare i file di stampa, in quanto attualmente non ci sono dei validi strumenti di progettazione. Infatti, come hanno affermato i ricercatori stessi, “attualmente gran parte del flusso di lavoro di stampa voxel è ancora lasciato al progettista, che deve essere esperto in una varietà di strumenti e processi software diversi, come l’imaging distruttivo, la manipolazione dei pixel e il design della microstruttura“.