Matilde Boelhouwer e i fiori artificiali per nutrire gli insetti

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Matilde Boelhouwer fiori artificiali

La designer olandese Matilde Boelhouwer ha creato una serie di fiori artificiali in grado di trasformare la pioggia in acqua zuccherata, fornendo quindi una riserva di cibo d’emergenza per gli insetti impollinatori in ambienti urbani, dove spesso aiuole e giardini si trovano ad una certa distanza uno dall’altro.

Il progetto, chiamato Food for Buzz, consiste quindi nell’utilizzo di poliestere serigrafato per la creazione di cinque diversi modelli di fiori artificiali, ognuno con caratteristiche diverse per attirare una specie specifica tra le cinque principali degli insetti impollinatori: api, calabroni, sirfidi, farfalle e falene.

La designer afferma di essere particolarmente affascinata dal fatto che nel corso dei millenni fiori e insetti si siano evoluti in funzione gli uni degli altri, in una sorta di simbiosi. Allo stesso tempo però lo sviluppo delle città e degli ambienti urbani, caratterizzati da cemento e pietra, ha reso sempre più rara la presenza di fiori, avendo come risultato una drastica diminuzione del numero degli insetti.

Ognuno dei fiori artificiali è composto da petali di poliestere che avvolgono un piccolo contenitore connesso a uno stelo cavo, entrambi stampati in 3D. Il contenitore ha la funzione di raccogliere l’acqua piovana che, passando attraverso lo stelo, arriva a piccolo serbatoio contenente zucchero. La soluzione zuccherina così ottenuta viene poi automaticamente pompata nuovamente verso il centro del fiore.

 

Matilde Boelhouwer fiori artificiali

 

Boelhouwer ha lavorato a stretto contatto con un gruppo di entomologi per donare ad ogni tipo di fiore le caratteristiche più idonee ad attirare una diversa specie di impollinatori. Non solo l’aspetto e il colore dei petali hanno come scopo l’attrarre il più possibile questi tipi di insetti, ma anche le proporzioni e le lunghezze dei contenitori e degli steli si adattano alle caratteristiche delle loro lingue. Sono quindi state individuate tre forme archetipe floreali: le Asteraceae, della famiglia delle margherite, preferite da api e sirfidi, le Fabaceae, della famiglia dei piselli, che attraggono maggiormente le farfalle, e infine le Lamiaceae, di cui fa parte la menta, preferite dai calabroni.

 

Matilde Boelhouwer fiori artificiali

 

Data la scarsa capacità visiva delle api, che si basano maggiormente sui colori che sulle forme per orientarsi, alle Asteraceae artificiali è stato donato un acceso contrasto cromatico di viola e giallo.

Al contrario i calabroni sono molto attratti dalla simmetria floreale, per questo le Lamiaceae create da Boelhouwer presentano una forma semplice e immediata, formata unicamente da tre petali.

I sirfidi invece possiedendo lingue particolarmente corte, prediligono fiori facilmente accessibili le cui riserve zuccherine si trovano in superficie. Per questo le Asteraceae presentano un piccolo contenitore a forma di cupola al centro dei propri petali.

 

Matilde Boelhouwer fiori artificiali

 

Le farfalle infine, sono dotate di una lingua più lunga, ma necessitano di un tempo maggiore per nutrirsi, per questo le Fabaceae artificiali possiedono un ampio petalo inferiore, che fornisce loro uno stabile appoggio.

Secondo Boelhouwer l’introduzione di questi fiori artificiali in zone dove i loro alterego artificiali non riescono normalmente a crescere, specialmente in ambito urbano, porterebbe ad avere un sufficiente impatto positivo sulla popolazione degli insetti, specialmente se il progetto dovesse ulteriormente svilupparsi grazie alla collaborazione con specialisti quali architetti, ingegneri civili e city developers.

 

Matilde Boelhouwer fiori artificiali

 

Matilde Boelhouwer fiori artificiali

All images courtesy of Matilde Boelhouwer