Milano Arch Week 2017

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image courtesy of Milano Arch Week

Si è appena conclusa la Milano Arch Week 2017, una settimana dedicata al mondo dell’architettura, promossa da Comune di Milano Politecnico di Milano e Triennale di Milano con la Direzione artistica di Stefano Boeri.

Dal 12 al 18 Giugno una settimana di eventi diffusi, lezioni aperte al pubblico, letture, incontri dedicati all’architettura e alle trasformazioni urbane ha animato la città. Nata come evoluzione del festival MI / ARCH la manifestazione ha trovato la sua cornice di quest’anno non solo negli spazi del Politecnico ma nelle sale e nei giardini della Triennale, l’evento ha coinvolto inoltre anche l’Ordine degli Architetti e diversi architetti meneghini che hanno aperto i propri studi al pubblico.

Ha dichiarato Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano: «Milano deve riacquistare  il suo ruolo di protagonista dell’architettura contemporanea come autore di grandi progetti per il mondo. […] Il dibattito abbraccerà le tecnologie, i materiali, e poi la visione dei progettisti, le sinergie tra pubblico e privato, il ruolo sociale dell’architettura nel territorio.”

 

image courtesy of Milano Arch Week

 

I nomi degli ospiti coinvolti sono stati molti e di background differenti: dagli spagnoli RCR, vincitori del Premio Pritzker 2017 a Peter Eisenman; da Liz Diller, progettista della High Line di New York a Francis Kéré, architetto africano autore del prossimo Serpentine Gallery Pavilion; oltre a noti architetti internazionali come Winy Maas, Philippe Rahm, Sam Jacob, Petra Blaisse (autrice del nuovo Parco di Porta Nuova) e l’urbanista cinese Lee Xianing. Non sono mancati nemmeno nomi italiani come Alessandro Scandurra, Cino Zucchi, Benedetta Tagliabue, Italo Rota, Carlo Ratti, Patricia Urquiola, Mario Bellini, Michele De Lucchi e Alessandro Mendini, oltre a Baukuh, Startt, TAM associati, Aoumm, LAN, Metrogramma, YellowOffice – e i giovani gruppi emergenti italiani ed internazionali, tra i quali Parasite 2.0, dei Raumplan, Small, FosburyArchitecture e Waiting Posthuman Studio.

Non potevano mancare le gite di Vesparch, divise in tre giornate dedicate alle nuove istituzioni culturali (Feltrinelli-Stecca-Base-Macao), alle periferie (Giambellino e Rozzano) e alle grandi aree di trasformazione (Porta NuovaCity LifeScalo FariniMercati Generali).

La manifestazione non si è fermata al calar del sole proseguendo in Triennale con serate nate da collaborazioni tra mondi diversi: dalla notte di Zero insieme a Ippolito Pestellini di OMA, alla musica di dj STRA (Michele Marchetti, veterano di architettura e djset) con visuals di Davide Rapp che venerdì, alla presenza di Pozzetto e Boeri, ha presentato anche “TAAC!interni e architetture milanesi nel cinema di Renato Pozzetto” ; dal djset di Cino Zucchi, alla serata di chiusura di sabato dove si è parlato di periferie milanesi e ascoltato le esibizioni dei giovani trapper Izi, Laioung e di Fabri Fibra.