MUJI Hut: la micro-house minimal

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L’essenziale è visibile agli occhi, all’interno di questa casa così speciale. Si chiama MUJI Hut ed è l’ultima invenzione di MUJI, rinomato brand di arredamento giapponese che produce capi di abbigliamento, complementi di arredo e accessori da viaggio.

Noto per il suo stile essenziale e privo di loghi/simboli, il design del brand è sostanzialmente funzionale, ridotto al minimo utile, totalmente privo di decorazioni e con limitata varietà di colori. Il suo successo, tuttavia, è basato proprio su questo: sulla filosofia della semplicità e sul concetto del “no-brand”.

In questo contesto, l’ultima proposta dell’azienda è – letteralmente – un “rifugio”, una casa mobile pensata e realizzata per raccontare un nuovo modo di abitare nel segno della flessibilità e della sostenibilità. «Posizionatela in montagna, vicino all’oceano o in un giardino. La sua struttura si integrerà con l’ambiente circostante, invitandovi a intraprendere una vita completamente nuova», così MUJI racconta la sua ultima invenzione.

Una micro casa prefabbricata che, a partire dal prossimo autunno, sarà anche disponibile per l’acquisto (solo in Giappone). Piccola ma spaziosa, artigianale e dal design semplice; MUJI Hut è caratterizzata da un interno compatto di 9 mq e da un piccolo portico da 3 mq, sovrastato da un alto soffitto che crea uno spazio abbastanza grande e confortevole per 3-4 persone, insieme a due finestre: una, a tutta altezza, pensata come porta scorrevole d’entrata mentre un’altra, più piccola, assolve le funzioni di ventilazione e illuminazione.

muji hut abitazione minimal

Il tutto, è realizzato con un tradizionale legno giapponese che una volta veniva utilizzato per la costruzione di navi: le pareti esterne della casa, infatti, hanno incredibili capacità antisettiche e di durevolezza proprio grazie ai rivestimenti in legno duro bruciato utilizzati. L’interno, invece, è caratterizzato da pareti in compensato di cipresso non trattato e da una pavimentazione in malta che risulta piacevole, liscia e adatta per una facile pulizia. Bagno e cucina, invece, non sono inclusi nel micro-edificio, perché MUJI Hut non vuole essere solo un’alternativa alle tradizionali case vacanza, ma concedere un’esperienza unica.
L’artigianato tradizionale con cui è realizzata la casa, dunque, è affiancato da un design semplice che mira a rendere “tutto più facile”. Il rifugio di MUJI fornisce infatti resistenza e protezione contro l’umidità del terreno grazie anche ad una base in calcestruzzo su cui poggia l’intera struttura.

Il progetto segue le orme di quello presentato in occasione del Tokyo Midtown Design Touch 2015: tre micro architetture progettate da Naoto Fukasawa, Jasper Morrison e Konstantin Grcic, rispettivamente realizzate in legno, sughero e alluminio. MUJI Hut trasmette in toto i valori del brand unendo funzionalità ed eleganza per realizzare «A very special little place, all your own».

Questo progetto si pone l’obiettivo di rispondere ad un’esigenza sentita da numerose persone: chi non ha avuto la necessità o desiderato di vivere in qualche posto sperduto almeno una volta nella vita? Partendo da questa domanda, MUJI ha fornito tutti gli strumenti per realizzare questo sogno: una soluzione non impegnativa economicamente e molto semplice da costruire.

Come MUJI, anche altri grandi marchi di arredamento – come IKEA – hanno iniziato a lavorare su una nuova visione dell’abitare. Il colosso svedese, ad esempio, ha messo a disposizione la sua competenza nel design per ridisegnare nuove “abitazioni” destinate ai rifugiati. Così, la Fondazione Ikea, collaborando con l’Agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite (UNHCR), ha realizzato il prototipo di una struttura a capanna fatta di pannelli polimerici leggeri, laminati con isolamento termico, fissati su un telaio in acciaio da testare in Etiopia, Iraq e Libano.

Due progetti diversi, ma entrambi incentrati sul tema della casa e del living da un nuovo punto di vista.