Osvaldo Borsani in Triennale.. la storia di un precursore nel mondo del design

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Borsani è stato un genio che ha saputo anticipare alcune questioni del design contemporaneo ponendole in una prospettiva avanzata” Stefano Boeri.

Norman Foster e Tommaso Fantoni, nipote di Borsani, hanno curato la retrospettiva che la Triennale di Milano ha deciso di dedicare a Osvaldo Borsani (1911-1985), pioniere della relazione tra estetica e industria, architetto, imprenditore, ma soprattutto innovatore.

La retrospettiva viene ospitata dal 16 Maggio al 16 Settembre, nella grande curva al piano terra, disegnata da Giovanni Muzio. Attraverso oltre 300 opere, pezzi unici a prodotti industriali, documenti di archivio, arredi e schizzi originali sono raccontati cinquant’anni emblematici della sua attività, dalla modernizzazione del mobile in stile Atelier di Varedo alla creazione di Tecno, azienda fondata da Osvaldo e Fulgenzio Borsani all’insegna della “téchne”, la scienza del sapere fare. Un percorso di prodotti e progetti dallo stile cesellato.

 

Borsani mostra

Photo by Redazione Living Corriere della Sera

I 60 anni d’attività di Osvaldo Borsani si inseriscono in un momento decisivo della storia del design italiano, periodo di connessione il tra boom economico, progresso tecnologico e il rigoglioso sviluppo delle arti. Il tema delle collaborazioni è stato cruciale nella vita professionale e personale di Borsani; a partire dagli esordi da studente al Politecnico di Milano fino all’esperienza con l’azienda Tecno.

 

Durante quei sessant’anni, con passione e capacità innovativa, Borsani ha intrapreso un percorso significativo nella storia del design italiano, con tutti i passaggi che hanno contraddistinto le varie epoche e trasformazioni: dall’artigianato all’industria, dal mercato locale ai mercati internazionali, dal disegno a mano libera alla nascita del disegno digitale, dall’arredamento coordinato al concetto di prodotto unico, dal progetto su misura per la progettazione degli interni all’industrial design.

La ricerca progettuale di Borsani si intreccia in modo significativo con quella di molti protagonisti dell’arte italiana, quali Lucio Fontana, Fausto Melotti, Giandante X, Aligi Sassu, Luca Crippa, Arnaldo e Giò Pomodoro, Alik Cavaliere, Roberto Crippa, Adriano Spilimbergo, Agenore Fabbri.

 

Osvaldo, nel percorso della sua carriera, è riuscito a coinvolgere questi artisti con passione ed entusiasmo; Fantoni ricorda che da bambino passava dalla casa di Varedo e c’erano sempre una dozzina di persone che progettavano insieme già all’ora di colazione.
 
Borsani mostra
 
Osvaldo Borsani è stato senza dubbio un innovatore e precursore nel mondo del design a partire dall’utilizzo stesso del termine, oggi, infatti, la parola design è inflazionata, ma già negli anni ‘70 Borsani poneva l’accento sull’utilizzo di questo termine: «Quando noi usavamo il vocabolo “design” lo facevamo con rispetto profondo perché si nominava un nuovo modo di pensare e di costruire: era una parola che usavamo solo noi, gli addetti ai lavori, mentre tentavamo, muovendoci in un contesto sordo e difficile, di spiegare, introdurre, divulgare i metodi della progettazione applicata all’industria. Oggi non usiamo più questo vocabolo, talmente è volgarizzato, talmente è usato a proposito e sproposito, che a volte siamo in sospetto. Noi non siamo fatti per lavorare nel capito e nell’acquisto, cerchiamo nuovi modi e perciò per nominare nuove cose occorrono nuovi vocaboli». Questo è solo un estratto dell’intervista rilasciata da Osvaldo Borsani ad Ottagono, nel 1973.