Prodotti camaleontici: ecco come si ottengono

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Cosa consente ad un prodotto di cambiare colore sotto i nostri occhi e le nostre mani?

Contrariamente a ciò che potrebbe sembrare, non si tratta di plastiche speciali, bensì di particolari additivi (masterbatch) “camaleontici” che vengono aggiunti al polimero che si intende utilizzare.

Gli “effetti speciali” che si possono ottenere sono molteplici e, a seconda della tipologia di masterbatch impiegato, il mutamento del colore del materiale può avvenire in riposta al calore, durante l’esposizione ai raggi solari oppure quando il prodotto viene bagnato dall’acqua.

Questi speciali additivi possono trovarsi sotto forma di liquidi, di polveri o in granuli e sono formulati per essere compatibili con diverse materie plastiche.

I masterbatch, aggiunti durante la fase di trasformazione della materia plastica, si fondono con la matrice del polimero base per creare il prodotto finale dotato dei particolari effetti camaleontici.

Un esempio è l’additivo MC #2794-05 che permette di includere microcapsule termocromiche in una matrice polimerica dando come risultato un prodotto che cambia colore in reazione a determinate temperature.

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Una volta raggiunta la temperatura programmata per avviare la “mutazione”, le microcapsule dal loro colore originale diventano incolori e trasparenti, rivelando così il colore della matrice plastica alla quale sono state aggiunte inizialmente. Quindi quello che a prima vista sembra un mutamento di colore non è altro che la rivelazione del  colore di base che rimane nascosto finché il masterbatch non diviene trasparente.

Questa trasformazione è completamente reversibile: quando il materiale si raffredda ritorna al colore iniziale.

La gamma di colori standard è ampia (azzurro, nero, marrone verde, fucsia, arancione, viola, rosso, turchese, giallo) ed è anche possibile ottenere colorazioni su misura combinando i masterbatch tra di loro.

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Gli “effetti speciali” sono davvero molteplici: da colorato a bianco o trasparente, da un colore ad un altro, da una tonalità tenue ad una più forte dello stesso colore. Il cambiamento di colore può essere programmato in risposta a temperature fredde, tiepide e calde, con intervalli compresi tra -10°C e 69°C.

Anche le possibili applicazioni sono tante e diverse: dal termometro usa e getta ai prodotti in plastica come posate e cannucce fino ai gadget più disparati.

Infine, l’uso di tali sostanze additive non è limitato al settore delle materie plastiche: esistono infatti inchiostri termocromici per la stampa e la colorazione di prodotti tessili e supporti in carta e vernici termocromiche applicabili a spruzzo su superfici in vetro e legno.

 

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