“ReGen”: il primo ecovillaggio completamente autosufficiente

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Si trova in Olanda – più precisamente ad Almere, una cittadina alle porte di Amsterdam – quello che sarà il primo villaggio al mondo 100% autosufficiente: in grado di riciclare i propri rifiuti e di generare autonomamente energia.

Le stime prevedono che l’ambizioso progetto sarà ultimato quest’anno: così, dunque, un antico borgo olandese sarà trasformato in un villaggio sostenibile di oltre 15.500 mq.

Si chiamerà “ReGen” e sarà un modello di comunità autosufficiente sia dal punto di vista energetico che alimentare, dove “riciclo” sarà la parola chiave. Un modello innovativo che punta alla totale autonomia: l’energia elettrica sarà prodotta in loco da fonti rinnovabili, il cibo verrà coltivato dagli abitanti per gli abitanti e i rifiuti saranno smaltiti e riutilizzati con pratiche a basso impatto ambientale. “Stiamo realmente operando in una prospettiva globale” – spiega James Ehrlich, dirigente dei Villaggi ReGen – “Con questi insediamenti che si autorigenerano stiamo sviluppando una nuova visione dell’abitare. Vogliamo dimostrare che l’autoproduzione energetica ed alimentare a basso impatto è possibile e che si può riciclare molto di più di quanto siamo attualmente abituati a fare o a immaginare”.

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Ma come funziona questo prototipo di vita a impatto zero? In primis, le case che occupano la superficie di questo villaggio ecologico, sono costruite secondo lo standard Passivhaus, ossia da edifici che coprono la maggior parte del loro fabbisogno di energia per riscaldamento e raffrescamento ambientale interno, chiamate anche “case passive”, abitazioni che massimizzano l’efficienza energetica. Inoltre, saranno presenti: un centro agricolo, un centro per la gestione dei rifiuti, impianti di energia pulita, zone per l’intrattenimento e vie di trasporto.

Ad esempio, dagli scarti alimentari si otterrà il compost necessario per la coltivazione di frutta e verdura: l’agricoltura biologica ad alto rendimento sarà combinata con la permacultura e con le foreste urbane per la coltivazione di alberi da frutto.
L’energia, invece, verrà prodotta usando una combinazione di energia geotermica, solare, solare termico, eolico e da biomasse mentre un sistema di raccolta dell’acqua raccoglierà l’acqua piovana per poi re-distribuirla secondo le esigenze dei giardini, degli orti stagionali e dei sistemi idroponici. Infine, un impianto di biogas trasformerà in energia i rifiuti non compostabili.

Questo progetto – ispirato ad un documento dell’Onu del 2013 che vedeva negli ecovillaggi una soluzione sostenibile per migliorare il mondo – ha l’aspirazione di far parte di un piano più ampio che vuole comprendere più ecovillaggi nei Paesi Bassi e nel resto del mondo.

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