Richard Vijgen e l’ arazzo che cambia cromie grazie al segnale Wi-Fi

Posted in , , , , , , ,

 

L’idea arriva dallo studio del designer olandese di Arnhem, Richard Vijgen che da diversi anni lavora e sviluppa progetti legati ai temi della “contemporary information culture”.

La sua ultima intuizione è stata la messa a punto di un arazzo termocromico in grado di cambiare colore in risposta ai segnali di una rete Wi-Fi.

Il progetto è già stato presentato in occasione dell’ultima edizione della Dutch Design Week di Eindhoven, che si è svolta dal 21 al 29 ottobre 2017, nell’ambito di una mostra chiamata “Work In Progress”. In questo contesto, il designer ha spiegato i concept che guidano i suoi studi: “Il mio lavoro è profondamente radicato nel dominio digitale, ma si collega sempre con lo spazio fisico o sociale. Creo visualizzazioni di dati interattive e installazioni che spaziano dalla microscopica alla scala architettonica, utilizzando spazi, codici e pixel per visualizzare l’invisibile”.  

Ma come funziona esattamente? L’arazzo Wi-Fi è collegato ad un controller in grado di sintonizzarsi sui segnali inviati da diversi dispositivi intelligenti: telefoni, computer e altri device. Così, quando rileva delle attività, il controller converte i segnali wireless in una corrente elettrica che viene trasmessa all’arazzo tramite una serie di fili.
A questo punto, gli elementi termici incorporati nell’arazzo convertono la corrente in calore, facendo sì che i fili termocromici cambino colore. Una volta attivato, dunque, le fibre passano dal blu notte ad un bianco/argento e viceversa.

 

 

Come su una tela, i flussi di dati trasmessi attraverso lo spazio appaiono come tracce visive che gradualmente si formano e si dissolvono”, ha spiegato Richard Vijgen, continuando “L’arazzo Wi-Fi è un elemento d’arredo dinamico, in grado di visualizzare l’attività wireless di uno spazio, la continua evoluzione delle frequenze intorno a noi”.

Tuttavia, dopo aver ideato la prima versione dell’arazzo, Vijen intende sviluppare ulteriormente il progetto, indagando su come questo arazzo possa comportarsi in diversi spazi e in diverse scale di grandezza. L’obiettivo è quello di studiare il mondo invisibile dei segnali digitali che ci circondano, ricreando una visualizzazione ambientale in grado di trasmettere l’idea dell’attività wireless di uno spazio.
Rispetto a questi temi, qualche anno fa, il designer olandese aveva anche creato un’app, chiamata “Architecture of Radio”, in grado di visualizzare l’infrastruttura wireless che circonda gli utenti. Una visualizzazione teorica basata su un insieme di dati globali relativi alle posizioni delle torri cellulari e dei router Wi-Fi.